Guide Miraviso

Che tablet comprare per il salone (e cosa non serve)

La risposta corta sta in una riga: un Android recente con fotocamera frontale, intorno ai 200 € — e se in un cassetto ne hai già uno, con ogni probabilità va bene quello. La risposta lunga è questa guida.

  • Pubblicata il 17 agosto 2026
  • Lettura: 4 minuti
  • Per titolari di salone

È la domanda che arriva in ogni demo, di solito per seconda: «e il tablet?». La risposta corta sta in una riga: un Android recente con fotocamera frontale, che si trova intorno ai 200 € — e se in un cassetto ne hai già uno, con ogni probabilità va bene quello.

La risposta lunga è questa guida: cosa conta davvero, cosa è marketing, e gli errori che costano più dei soldi.

Le quattro cose che contano

1. La fotocamera frontale. Nel salone il tablet fa da specchio: la cliente si guarda nella camera frontale e si vede con il colore nuovo. È il componente che lavora di più, ed è quello che i tablet economici sacrificano per primo. Non serve una camera da ritratto — serve che sia frontale e decente.

2. Un processore non di fascia infima. La prova colore lavora sui fotogrammi in tempo reale, sul dispositivo: è il genere di lavoro che un chip troppo vecchio o troppo economico fa a scatti. Non serve un top di gamma — serve evitare il gradino più basso dello scaffale, dove il risparmio si vede tutto nello specchio.

3. Lo schermo intorno ai 10-11 pollici. Allo specchio virtuale ci si guarda in due, cliente e parrucchiere, spesso a mezzo metro di distanza. Su un telefono l'esperienza cambia; su un 10 pollici funziona.

4. Android aggiornato. Un tablet fermo a una versione vecchia di anni è un problema di sicurezza prima che di prestazioni, e prima o poi smette di ricevere le app. «Recente» non vuol dire «uscito ieri»: vuol dire ancora aggiornato dal produttore.

Cosa non serve (e ti verrà offerto lo stesso)

Il top di gamma. La differenza fra un tablet da 200 € e uno da 900 €, in questo uso, non vale settecento euro.

Il pennino, la tastiera, la custodia-tastiera. Non si scrive: si guarda e si tocca.

La SIM e il piano dati. La prova colore funziona senza internet; per l'anteprima del taglio basta il Wi-Fi che il salone ha già.

Il tablet «da lavoro» rugged. Sta su un bancone, non in un cantiere.

I dettagli pratici che nessuno dice

Il supporto conta quasi quanto il tablet. Un tablet appoggiato scivola, si gira, si prende in mano con le mani del colore. Un supporto stabile sul bancone — o alla postazione — trasforma l'attrezzo in un punto fisso del salone. È la differenza fra «lo strumento che usiamo» e «il coso che sta nel cassetto».

La carica è una routine, non un evento. Il posto giusto del tablet ha una presa vicino. Il giorno che serve ed è scarico, non lo riprovi per una settimana.

Passa di mano. Cliente, titolare, colleghi: una custodia semplice e pulibile è igiene, non estetica.

Se il tablet ce l'hai già

Portalo alla demo, nel senso letterale: Miraviso si attiva installando l'app e inserendo un codice, quindi la prova più affidabile è vederlo girare sul tuo tablet, con la luce del tuo salone. Venti minuti e la domanda «va bene questo?» ha una risposta osservata, non stimata. La demo è gratuita, dal vivo o in videochiamata, e dopo ci sono 14 giorni di prova gratuita.

Il tablet non è compreso nell'abbonamento — i piani partono da 79 € al mese senza IVA — ed è una scelta deliberata: un hardware imposto sarebbe un hardware pagato due volte.

Le domande che arrivano su questo tema

Un iPad va bene? Oggi no: l'app del salone è per Android. È anche il motivo per cui la soglia d'ingresso resta intorno ai 200 €.

Quanti tablet servono? Uno per cominciare. I piani più grandi ne collegano due o tre, ma il modo giusto di scoprire se te ne servono due è usarne uno per un mese.

Ogni quanto va cambiato? Con un modello recente e aggiornato, si parla di anni. Il ciclo di vita lo detta Android, non l'app.