Guide Miraviso

Quanto far pagare la consulenza del parrucchiere: il costo visto dal salone

Una consulenza di cinque minuti al lavatesta fa parte del servizio. Una di mezz'ora, con le foto, le prove e un piano per i prossimi mesi, è lavoro: occupa la poltrona come una piega. Come decidere se farla pagare, quanto, e come dirlo alla cliente prima che si sieda.

  • Di Gabriele Pieretti
  • Pubblicata
  • Lettura: 5 minuti
  • Per titolari di salone

Prima di tutto: di quale consulenza parli

Chi cerca il costo di una consulenza dal parrucchiere è spesso una cliente che vuole sapere quanto spende. Questa guida è scritta dal lato del salone: non ti diciamo quanto chiede il collega, perché dipende dalla città, dal listino e da quanto dura. Ti diciamo come decidere.

In salone «consulenza» vuol dire almeno tre cose diverse:

  • le domande prima di ogni servizio: due minuti, le fai sempre, e non si fanno pagare a parte;
  • la prima visita con un cambio deciso: venti o trenta minuti fra domande, foto, prove e scheda;
  • la consulenza a sé: la sposa che vuole decidere mesi prima, l'armocromia con i drappi, chi vuole passare dal nero al biondo in più sedute e chiede un piano.

La prima è parte del mestiere. Le altre due occupano la poltrona, ed è lì che la domanda ha senso.

Tre modi di trattarla

1. Gratis, dentro il servizio

È la scelta più comune, e funziona quando la consulenza finisce quasi sempre con un servizio. Il rischio è la cliente che chiede mezz'ora di consigli, fa le foto e poi prenota altrove. Se succede una volta all'anno pazienza; se succede ogni settimana, la tua consulenza gratuita sta preparando il lavoro di un altro salone.

2. A pagamento, scalata dal servizio

La cliente paga la consulenza e, se prenota il servizio entro un tempo che decidi tu (un mese, per esempio), quella cifra viene scalata dal conto. Per chi prenota è gratis, per chi non prenota hai coperto il tempo della poltrona. È il modello più facile da spiegare: «la consulenza costa come una piega, e se poi facciamo il colore te la scalo».

3. A pagamento, a sé

Ha senso per le consulenze lunghe che non portano subito a un servizio: la sposa, l'armocromia, un cambio di colore in più tappe. Qui la cliente non compra un taglio, compra una decisione, e deve andarsene con qualcosa in mano: le foto di riferimento, le tappe, la scheda scritta.

Quanto chiedere: parti dal tempo, non dal vicino

Il prezzo giusto non si copia da un altro listino. Si parte da quanto costa un'ora della tua poltrona: tutti i costi del mese (affitto, stipendi, prodotti, utenze, il tuo compenso) divisi per le ore in cui il salone lavora davvero. Una consulenza di trenta minuti costa mezz'ora di quella cifra, che la cliente compri qualcosa o no.

Per tradurlo in listino c'è un modo semplice: la consulenza costa quanto un servizio che dura lo stesso tempo. Se una piega ti tiene occupata mezz'ora, una consulenza di mezz'ora non può valere meno. Se la scali dal servizio puoi anche stare un po' sotto: lo scopo è coprire il tempo di chi non prenota, non guadagnarci sopra.

Poi dalle una durata e scrivila: «consulenza colore, 30 minuti». Una consulenza senza fine diventa gratis per forza.

Quando conviene farla pagare, e quando no

Conviene quando la cliente è nuova e la consulenza è lunga, quando prende un appuntamento solo per parlare, e quando il cambio si fa in più sedute e il piano è già un lavoro.

Non conviene con le clienti abituali che chiedono un parere sul prossimo colore: è uno dei motivi per cui tornano. E non conviene farla pagare per intero a chi poi prenota da te: senza lo scalo si sente pagare due volte la stessa mezz'ora.

Come dirlo alla cliente

Il prezzo si dice prima, non alla cassa. Mettila nel listino come gli altri servizi, anche sul sito se ce l'hai, e ripetilo quando prende l'appuntamento: «la consulenza dura mezz'ora, costa come una piega, e se facciamo il servizio entro un mese te la scalo». Scoperta alla cassa, anche una cifra piccola sembra un trucco.

Dille cosa porta a casa. Una consulenza pagata deve lasciare qualcosa: la foto del look scelto, le tappe se servono più sedute, e cinque righe scritte su quello che vi siete detti. Cosa scriverci lo trovi nella guida sulla scheda di consulenza.

Lascia l'uscita aperta. Se non prenota subito, la scheda resta, e quando torna fra due mesi ripartite da lì. È la stessa regola della proposta in più fatta in consulenza, che trovi nella guida sullo scontrino medio: una proposta sola, il prezzo detto prima, nessuna pressione.

Come lo fa Miraviso

Miraviso non è un gestionale: non tiene il listino, non incassa e non decide quanto far pagare. Serve dentro la consulenza, nel momento in cui la cliente deve immaginare il risultato. Con la consulenza IA, dalla sua foto l'app mostra il look completo, taglio, piega e colore, in circa 30 secondi a prova, costruito a passi; con la prova colore live vede il colore sul suo viso in tempo reale, sul tablet. Una consulenza in cui la cliente si è vista con il look scelto è più facile da far pagare, e più facile da chiudere con un servizio.

La consulenza IA si usa solo con clienti maggiorenni e con il loro consenso. Le immagini passano da Google Vertex AI in Unione Europea, sono marcate come generate dall'IA, e Miraviso non le conserva, salvo che il salone le salvi nella scheda cliente. L'immagine mostra un'intenzione, non è un risultato garantito: dipende dallo stato dei capelli e può richiedere più sedute. Ogni prova usa un'anteprima della quota mensile del piano; i numeri sono nella pagina prezzi.

Domande frequenti

Il parrucchiere può far pagare la consulenza? Sì. È un servizio come un altro, purché il prezzo sia nel listino e detto prima che la cliente si sieda. Le domande di due minuti prima di ogni servizio, invece, fanno parte del servizio e non si fanno pagare a parte.

Meglio la consulenza gratuita o a pagamento? Dipende da quanto dura e da quante clienti poi non prenotano. Se è breve e finisce quasi sempre con un servizio, gratuita va bene. Se è lunga e spesso non porta a un appuntamento, conviene farla pagare e scalarla dal servizio.

Quanto far pagare la consulenza? Parti dal tempo: un'ora della tua poltrona costa quanto i costi del mese divisi per le ore lavorate, e la consulenza ne costa la sua parte. Un modo semplice è farla pagare quanto un servizio che dura lo stesso tempo, per esempio una piega.

Cosa succede se la cliente paga la consulenza e poi non prenota? Hai coperto il tempo della poltrona, e lei se ne va con le foto del look scelto e la scheda scritta. Se torna più avanti si riparte da lì. Se la consulenza si scala dal servizio, scrivi entro quanto tempo vale lo scalo.