Guide Miraviso

Come scegliere un gestionale: cinque domande da fare a qualunque fornitore

Un gestionale si sceglie una volta e si usa ogni giorno per anni. Queste sono le cinque domande che farei a qualunque fornitore, compreso il nostro, anche se il nostro non è un gestionale e questa guida non vuole vendertelo.

  • Di Gabriele Pieretti
  • Pubblicata
  • Lettura: 6 minuti
  • Per titolari di salone

«Qual è il miglior gestionale per parrucchieri?» non ha una risposta, perché dipende da che salone hai: due poltrone con la titolare che risponde al telefono, o otto persone con una reception. Ha invece delle domande, sempre le stesse, che separano una scelta fatta in dieci minuti dalla demo di un commerciale da una scelta che regge fra tre anni.

Per gestionale qui si intende il programma che fa girare il salone: agenda e appuntamenti, cassa e scontrini, magazzino dei prodotti, tessere e promemoria. Non è lo strumento che usi nei venti minuti in cui la cliente decide che servizio fare: sono due spese diverse, e la differenza è spiegata in quanto costa la tecnologia in salone, dove trovi anche come leggere un preventivo (canone, IVA, vincolo, consumi). Qui non si parla di prezzi: si parla di cosa chiedere.

Le cinque domande

1. Quale problema deve togliermi, davvero?

Scrivi su un foglio le tre cose che nell'ultimo mese ti hanno fatto perdere più tempo o più soldi, in ordine. Può essere il telefono che squilla mentre hai le mani nella tinta, le clienti che non si presentano, la chiusura di cassa che non torna, la tinta finita a metà settimana. Ogni gestionale sa fare tutto in teoria; chiedi di vedere fare, in demo, proprio quelle tre cose, non il giro completo dei menu.

Se il tuo problema è uno solo e piccolo, un programma che ne fa dieci è un costo e una formazione in più. Se sono quattro, un programma che ne fa uno ti lascia a metà.

2. Chi lo userà, e dove?

Il gestionale lo usa chi sta alla reception, ma l'agenda la guarda anche chi è in poltrona, e il titolare la guarda dal divano di casa la domenica. Chiedi su quali dispositivi funziona davvero (computer, tablet, telefono), se serve una connessione sempre attiva, e cosa succede in salone il giorno in cui il Wi-Fi cade.

E chiedi alla persona che lo userà di più di provarlo davanti a te. Se è lei a doverci convivere otto ore al giorno, il suo giudizio vale più del tuo.

3. Dove finiscono i dati delle mie clienti, e chi li può leggere?

È la domanda che nessuno fa e quella che pesa di più. In un gestionale ci sono nome, telefono, storico dei servizi, e spesso anche le note: allergie, prove cutanee, formule colore, foto. Allergie e note tecniche sono dati sulla salute, e per il GDPR il titolare del trattamento sei tu, non il fornitore.

Chiedi dove stanno i server (in Italia, nell'Unione Europea, altrove), se il fornitore ti dà un accordo di trattamento dei dati come responsabile, e se le note e le foto le può leggere anche lui o solo tu. Se risponde «sì, ma siamo seri», non è una risposta. Controlla anche dove stanno le foto oggi: se stanno nei telefoni dello staff, il problema è già a monte, ed è raccontato in le foto delle clienti su WhatsApp. Il quadro delle regole è in foto delle clienti e GDPR.

Per capire come può essere una risposta precisa, ecco la nostra, limite compreso. Le foto dell'archivio della scheda cliente di Miraviso si conservano: sono cifrate sul dispositivo del salone con una chiave che ha solo il salone, e noi le custodiamo senza poterle leggere. Il limite dichiarato: sul pannello web il programma che cifra è servito da noi, quindi la promessa vale finché la nostra infrastruttura è integra. Non devi credere a noi più che agli altri: devi ottenere dagli altri una risposta altrettanto concreta.

4. Cosa succede quando me ne vado?

Nessun contratto ti sembra una prigione il giorno della firma. Chiedi, prima: posso esportare l'elenco delle clienti e lo storico, in che formato, e entro quanto tempo dalla richiesta? Cosa resta sui loro server dopo la disdetta, e per quanto? Come si disdice, e che differenza c'è fra «dal pannello» e «con raccomandata»?

Chiedi anche con cosa convive. Se oggi usi già un gestionale e vuoi aggiungere uno strumento accanto, domanda se serve un'integrazione o se i due programmi vanno avanti ognuno per conto suo: l'integrazione promessa a voce è la riga che più spesso diventa «in arrivo».

5. Posso provarlo in una giornata vera?

Una demo ben fatta mostra solo ciò che funziona. Chiedi un periodo di prova sui tuoi appuntamenti reali, con i tuoi servizi e i tuoi prezzi caricati, almeno per qualche giorno, e verifica due cose: quanto ci metti a inserire un appuntamento strano (la cliente che prenota con due servizi e una collega diversa per ciascuno) e se chi ti ha fatto la demo risponde ancora il martedì dopo.

Se non c'è prova, o se è «gratis ma solo con la carta di credito e il rinnovo automatico», prendi la domanda 4 e rileggila due volte.

Dove sta Miraviso in questo discorso

Miraviso non è un gestionale. Non tiene l'agenda, non prende appuntamenti, non emette fatture, non gestisce magazzino né cassa. È lo strumento della consulenza: prova colore sul tablet, anteprima del taglio, consulenza IA e scheda cliente con archivio cifrato. Convive con il gestionale che usi già, senza integrazioni e senza migrazione di dati: due strumenti per due momenti diversi. Tutto quello che c'è da sapere è in app per parrucchieri, compresa la parte su ciò che non facciamo.

Se oggi stai scegliendo il gestionale, scegli quello; la consulenza, se e quando ti serve, si aggiunge dopo senza toccare niente. Quale dei due prima dipende dal problema della domanda 1.

Domande frequenti

Qual è il miglior gestionale per parrucchieri? Non c'è un migliore in assoluto: dipende da quale problema devi togliere (appuntamenti, cassa, magazzino), da chi lo usa e da come ti trovi a gestire i dati delle clienti. Le cinque domande della guida servono a confrontare due fornitori con lo stesso metro.

Un gestionale va bene anche per le foto e le note delle clienti? Dipende da dove e come le conserva. Allergie e note tecniche sono dati sulla salute: chiedi dove stanno i server, se il fornitore le può leggere e se ti dà un accordo di trattamento dei dati. Se non sai rispondere oggi per il tuo, comincia da lì.

Miraviso è un gestionale? No. Non tiene l'agenda, non prende appuntamenti, non emette fatture e non gestisce magazzino o cassa. È uno strumento per il momento della consulenza e convive con il gestionale che il salone usa già.

Posso cambiare gestionale senza perdere le clienti? Sì, se prima di firmare ti fai dire in che formato e in quanto tempo puoi esportare elenco clienti e storico. È la domanda 4: farla all'inizio costa un minuto, farla alla disdetta può costare mesi.