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Software per la consulenza colore in salone: cosa deve fare davvero

Un software per la consulenza colore serve a una cosa: far vedere alla cliente il colore su di sé prima di farlo. Le domande da fare prima di sceglierne uno, e cosa non può fare nessuno.

  • Di Gabriele Pieretti
  • Pubblicata
  • Lettura: 6 minuti
  • Per titolari di salone

In breve

Deve mostrare il colore sui capelli della cliente dal vivo, mentre muove la testa, su un tablet che resta in salone; deve funzionare in pochi secondi; deve dire chiaramente dove finiscono le immagini del volto. Non decide la formula e non garantisce il risultato: mostra la direzione, il giudizio tecnico resta tuo.

A cosa serve, e a cosa no

Serve a ridurre la distanza fra la parola e il colore. «Un castano più caldo» diventa un'immagine che la cliente e il parrucchiere guardano insieme. È il punto in cui una consulenza diventa decisione.

Non serve a calcolare la formula, a prevedere come reagirà un capello trattato, o a sostituire la ciocca di prova. Un software che promette «il risultato esatto» promette troppo: la base, la porosità e la storia del capello restano un giudizio tecnico.

Le cinque domande da fare prima di sceglierlo

1. Si vede dal vivo o su una foto? Una foto ritoccata è più facile da fare bella; il colore sui capelli che si muovono, con la luce del salone, è quello che convince. Chiedi di provarlo sui tuoi capelli, non su una foto di esempio.

2. Dove finiscono le immagini del volto? Il volto è un dato personale. Chiedi se le immagini restano sul dispositivo o vanno su un server, di chi è il server, per quanto tempo restano e cosa dice il contratto. Se la risposta non è chiara, non è una risposta. La nostra guida sulle foto in salone spiega cosa chiedere.

3. Quanto ci mette una prova? In consulenza contano i secondi. Se ogni prova chiede un minuto di attesa, dopo la seconda la cliente smette di provare.

4. Su che dispositivo gira? Un tablet che resta in salone, sulla postazione, è diverso dal telefono personale del titolare. Su che tablet scegliere c'è una guida a parte.

5. Quanto costa davvero, e come se ne esce? Canone, eventuali costi per prova, durata del contratto, cosa succede ai dati quando smetti. Sono le stesse domande da fare a qualunque gestionale.

Come lo fa Miraviso

Lo diciamo una volta, perché è il nostro prodotto. Su Miraviso la prova colore gira sul tablet del salone, dal vivo, e le immagini del volto non escono dal dispositivo. L'anteprima del taglio e la consulenza IA (il look completo dalla foto) invece usano un servizio cloud, con il consenso della cliente, ed è scritto chiaramente. I prezzi sono pubblici.

Il modo più rapido per capire se fa per te è vederlo: la demo dura venti minuti, dal vivo o in videochiamata, e la fai sui tuoi capelli.

Le domande che arrivano su questo tema

A cosa serve un software per la consulenza colore? A far vedere alla cliente il colore sui suoi capelli prima di farlo, così la decisione si prende guardando la stessa immagine invece che a parole. Non calcola la formula e non sostituisce la ciocca di prova.

Le immagini del volto della cliente sono al sicuro? Dipende dal software: va chiesto se le immagini restano sul dispositivo o vanno su un server, di chi è, per quanto tempo restano e cosa dice il contratto. Nella prova colore di Miraviso le immagini del volto non escono dal tablet.

Serve un tablet apposta? È meglio un tablet che resta in salone, sulla postazione, piuttosto che il telefono personale del titolare: è più grande da guardare insieme e tiene separati lavoro e vita privata.