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Ogni quanto fare il ritocco del colore, e come far tornare la cliente

Non c'è una cadenza uguale per tutte: dipende da quanto il colore si stacca dalla base, dai bianchi e dal servizio. Ma il ritocco si fissa sempre allo stesso modo: alla cassa, con un motivo.

  • Di Gabriele Pieretti
  • Pubblicata
  • Lettura: 5 minuti
  • Per titolari di salone

In breve

Più il colore si stacca dalla base naturale e più ci sono bianchi da coprire, prima si vede la ricrescita e prima serve il ritocco; i lavori sfumati reggono di più. La data giusta la decidi tu guardando il capello, e la fissi alla cassa spiegando perché: una data con un motivo si rispetta di più.

Da cosa dipende la cadenza

Dal contrasto con la base. Un colore vicino al naturale lascia una ricrescita che si vede poco; un colore lontano la mostra presto. Lo stesso vale per i bianchi coperti del tutto: la riga torna visibile prima.

Dal servizio. Una tinta coprente su tutta la testa, un ritocco radice, un balayage, un gloss hanno vite diverse. I lavori sfumati sono pensati per crescere senza uno stacco netto, e reggono più a lungo.

Dalle abitudini. Shampoo frequenti, piastra, sole, mare e piscina scaricano il colore sulle lunghezze anche quando la radice regge. A volte serve un gloss prima del ritocco vero.

Per questo la cadenza non si legge su una tabella: la decidi tu guardando il capello, e la scrivi nella scheda cliente insieme alla formula.

Chiedilo in consulenza, non alla cassa

«Ogni quanto riesci a tornare?» è una delle domande da fare prima del colore. Se la cliente torna di rado, un colore coprente molto lontano dalla base la lascerà per settimane con una ricrescita che non le piace. Meglio proporle un colore che invecchi bene, e dirle il perché.

Fissarlo prima che esca

Alla cassa, con l'agenda aperta. «Ci vediamo fra cinque settimane?» detto mentre la cliente è contenta funziona meglio di qualunque promemoria mandato dopo.

Con un motivo. La ricrescita che si vede, il gloss che cala, il riflesso che vira. Una data con un motivo si rispetta di più di una data e basta.

Chiedendo come vuole essere avvisata. E se vuole esserlo. Chi ha detto no ai promemoria non va cercata: si scrive nella scheda, e si rispetta.

Con la formula già scritta. Fra cinque settimane non te la ricorderai, e la cliente se ne accorge.

La cliente che salta il ritocco

Spesso non ha cambiato salone: ha rimandato perché il colore non la convinceva abbastanza da tornarci sopra. Al ritocco successivo vale la pena chiederlo apertamente, e mostrarle una direzione diversa prima di ripetere la stessa formula. La prova colore sul tablet serve anche a questo: provare un'idea in pochi secondi senza impegnarsi.

Le domande che arrivano su questo tema

Ogni quanto si fa il ritocco del colore? Dipende da quanto il colore si stacca dalla base naturale, dai bianchi da coprire e dal tipo di servizio: i colori coprenti lontani dalla base chiedono ritocchi più frequenti, i lavori sfumati reggono di più. La cadenza la decide il parrucchiere guardando il capello e la scrive nella scheda.

Come si convince la cliente a prenotare il ritocco? Fissandolo alla cassa, con l'agenda aperta, e spiegando il motivo di quella data. Chiedendo anche se e come vuole essere avvisata, e rispettando chi non vuole promemoria.

Cosa fare se la cliente salta il ritocco? Chiedere apertamente se il colore la convinceva, e mostrarle una direzione diversa prima di ripetere la stessa formula.